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Dai 15 ai 18: come la guerra!

Premesse: abbiamo riscontrato che:

Siamo quindi giunti ad elaborare una proposta così articolata:

 

1. RISORSE

umane

economiche

strutture

 

2. PROGETTO:

Formazione degli operatori

Creazione di alcuni "punti fermi" : centri a livello caratterizzati per compiti:

punto elenco

 attività spirituali

punto elenco

 attività sportive

punto elenco

 attività culturali

punto elenco

 attività aggregative - eventi

punto elenco

 attività operative - creative - manipolative

punto elenco

 carità

punto elenco

 itineranza e reclutamento

3. UTENTI

1. RISORSE

Le risorse umane possono essere gli animatori già esistenti o comunque giovani sopra i 20 anni che frequentano le parrocchie. In ogni caso è necessario riservare loro un momento formativo preliminare.

Bisognerebbe che le parrocchie destinassero almeno 1 - 2 giovani per queste iniziative, consapevoli che la collaborazione con altre realtà simili non è una perdita ma un arricchimento per le singole comunità (il riferimento parrocchiale non viene meno!).

Problema dei finanziamenti: oltre le vendite di torte, gli ingressi a feste ecc. si dovrebbero cercare vere e proprie sponsorizzazioni (enti pubblici o privati come banche, negozi ecc) prendendo coscienza che per fare iniziative valide occorrono fondi! Non si può inoltre contare solo sui volontari ma anche su personale stipendiato in grado di garantire una costanza e una disponibilità di tempo impensabile per un volontario ma necessarie per l’apertura dei luoghi e lo svolgimento delle iniziative con continuità.

2.PROGETTO

I punti fermi sono la parte qualificante del progetto e sono la prima cosa da costituire. L’idea è quella di creare pochi luoghi di ritrovo all’interno della città in cui i ragazzi si concentrino perché lì possono incontrare persone, stare insieme in un certo modo, in cui effettivamente si fa qualcosa o semplicemente ci si incontra (idea dell’agorà=luogo d’incontro). In questi centri sono sempre presenti alcune figure di adulti - animatori, consapevoli che animazione è prima di tutto accoglienza della persona e non solo fare delle attività.

Una volta assestati i punti fermi si può passare alla fase itinerante, dell’andare incontro vero e proprio ai ragazzi, partendo da quelli dei gruppi per arrivare anche agli altri (a tale scopo si pensava all’uso di un camper)

3. UTENTI

Ci rivolgiamo prevalentemente alla fascia di età sopra i 15 anni, in quanto quella tra gli 11 e i 14 è ancora ben coperta dal catechismo e molti dei ragazzi in questione praticano ancora attività sportive. E’ necessario però fare una distinzione: per i ragazzi tra i 15 e i 19 anni (destinatari principali del progetto) prevale l’esigenza di aggregazione, di fare insieme, quindi la priorità va ai momenti operativi - ludici- sportivi, agli eventi, all’incontro anche se emergono già esigenze di momenti spirituali. Dai 19 in su invece sono da privilegiare l’aspetto formativo ma anche l’operatività diretta (carità). I ragazzi sono abbastanza autonomi per muoversi a seconda dei loro interessi, indipendentemente dagli amici.

Idea di sensibilizzazione ed educazione alla carità in parallelo con la pastorale giovanile e in filo diretto con la Caritas diocesana. All’interno dell’APP ci vorrebbe un centro di coordinamento, formazione e gestione dei volontari giovani da smistare nelle varie realtà sul territorio es. S.Simone, Mottella, Casa del sole ecc, oltre che in quelle segnalate dalle singole parrocchie. I ragazzi che si danno disponibili non vanno infatti mandati allo sbaraglio ma formati da un punto di vista spirituale, teorico e tecnico - operativo sia prima che durante il servizio.

Il lavoro si svolgerebbe in varie fasi:

Sede ipotizzata: S. Simone

Le iniziative di questo tipo ruoterebbero intorno all’APP che avrebbe il duplice ruolo di propaganda dell’esistente e di organizzazione di iniziative nuove, strutturate in brevi cicli collocati al di fuori dei tempi forti, in modo tale di non sovrapporsi alle attività parrocchiali. L’obiettivo sarebbe di mantenere la dislocazione delle attività nell’arco dell’anno abbastanza fissa, in modo tale da creare nei ragazzi una tradizione e un’attesa.

Proposte:

convegni/incontri tematici su temi di arte, letteratura (gite?), approfondimento della cultura cattolica con interventi di persone competenti

atelier/workshop: sorta di due - giorni di approfondimento di tematiche e ambiti vari (es. espressione, pronto soccorso, servizio) a n. chiuso in cui si acquisiscono competenze

Necessità di un dialogo con le istituzioni (Comune) per riuscire a diffondere le notizie e avere eventualmente concessioni di spazi.

Sede ipotizzata: sale di piazza Alberti, auditorium di Sant’Orsola

Questo tipo di iniziative hanno come obiettivo quello di mettere in risalto le abilità dei singoli ragazzi nella realizzazione concreta di qualcosa, come occasione di gratificazione personale ma allo stesso tempo di creazione di qualcosa di utile. Le competenze acquisite infatti sono poi spendibili dai ragazzi nelle singole parrocchie.

Si partirebbe dall’apprendimento di nozioni sulle tecniche e sui materiali poveri, sul loro uso senza sprechi ecc., per arrivare alle realizzazioni concrete di oggetti che potrebbero essere eventualmente commercializzati per scopo benefico, anche appoggiandosi ad enti es. l’associazione Mappamondo. L’obiettivo ideale sarebbe l’oratorio - bottega, che potesse non solo creare e vendere prodotti ma anche soddisfare esigenze più vaste a livello della cittadinanza, es. la riparazione di oggetti.

Sede ipotizzata: Casa dello Studente

Stando attenti a non sovrapporsi alle attività parrocchiali quali gli esercizi spirituali, i ritiri, le settimane comunitarie ecc., si sono pensate alcune proposte a livello cittadino, da rivolgere principalmente a quei giovani che pur non frequentando i gruppi partecipano alla messa e quindi manifestano comunque un’esigenza di tipo formativo - spirituale:

Sede ipotizzata: Gradaro

Tornei (anche di giochi statici come D&D)

Palestra

Sede ipotizzata: S. Pio X, S. Luigi in Te Brunetti, S.Orsola